Archivi Giornalieri: Ottobre 11th, 2007

Questa me l’ero proprio persa. Benedetto sia Youtube e i suoi utenti. Mi sarei perso lo spettacolare addio di Mario “Topo Gigio” Giordano da Studio Aperto. Il simpatico Hobbit amico dei bambini ha detto addio alla direzione del “tiggì dei ggiovani” per antonomasia (sì, giovani drogati maniaci sessuali) sparando ben 2 minuti e mezzo di cazzate allucinanti (e visto la qualità dei soliti servizi la cosa non mi stupisce). Ma lasciamo parlare le immagini:

Considerazioni sul discorso d’addio:

  • Chi sono questi fantomatici “ragazzi di Treviso” (ma esisteranno davvero? mah!) che addirittura ringraziano studio aperto perchè “parla il nostro linguaggio” (si vede che si esprimono a grugniti)?
  • “…scusatemi per la voce”. Si riferisce al fatto che parla come un bambino di 7 anni?
  • “in questi 7 anni abbiamo quadruplicato gli ascolti”. E ci credo, si vede più figa a studio aperto che nei telefoni erotici dell’una di notte!
  • “Abbiamo presentato numerosi scoop”. Eh già, la love story Gregoraci-Briatore e il servizio sui fan di Fabrizio Corona che si contendono le sue mutande sono da premio Pulitzer.
  • “Ho vinto tutti i premi giornalistici che c’erano da vincere”. Certo, come l’Oscar del porno 2007, il premio “Rocco Siffredi presenta” e il riconoscimento per la critica della rivista “Onanisti oggi” a parimerito con Playboy
  • “Raccontato i grandi eventi della storia”. Tipo l’infanzia del gatto di Ratzinger e di come gli ha permesso di diventare Papa.
  • “Abbiamo innovato il mondo dei tg con linguaggi e stili che poi altri hanno imitato”. Playboy Late Night e tutti i programmi di Maurizia Paradiso non sarebbero niente senza studio aperto
  • Complimenti per l’acuto di fine discorso, credevo stesse per schiattare…

E adesso che ne sarà del telegiornale-fumetto (con tutto il rispetto per il fumetto) più amato dai ggiovani? Dove finiranno i cari vecchi servizi che esaltano l’immagine della donna oggetto con i sempre presenti video di repertorio con chiappe e tette in bella vista? O le “esclusive” sui vari Cogne-Garlasco e co. trasformati in soap opera con gli ultimi aggiornamenti tipo “oggi il padre di Tommaso (pardon, “Tommy”) ha fumato una sigaretta” il tutto con lo sfondo di una musica strappalacrime? Ci porteranno via anche le avventure di Knut e della marmotta di youtube che fissa la telecamera?

Un addio all’uomo più modesto della Terra, ci hai regalato 7 anni di giornalismo utile e imparziale (si nota il sarcasmo?).

Ripensandoci, forse mi mancherà il “vecchio” Studio Aperto…..

…o anche no…

Appassionati di robottoni e pippe mentali, gioite!

Sta per tornare una serie nuova di zecca di Neon Genesis Evangelion, l’anime che ha saputo fondere sapientemente religione, filosofia e tecnologia (…e aggiungerei pure gnocca) in un mix ancora mai raggiunto. Hideaki Anno, il regista della serie, ha voluto riscrivere quasi da zero la serie e l’ha condensata in 4 lungometraggi. I primi tre saranno una specie di riassunto-rifacimento della serie precedente, mentre il quarto sarà un nuovo finale. Sono curioso soprattutto di vedere quest’ultimo, anche perchè mi chiedo se riusciranno a partorire qualcosa di più folle di The End Of Evangelion (che ancora devono spiegarmi cosa cazzarola vuol dire…). Io sto già sbavando. E sbavo soprattutto dopo aver appreso che i nuovi episodi si avvarranno delle nuove tecniche di animazione e computer-graphic (l’Eva-01 in 3D? Viuuuulenza!). A costo di farmi un corso intensivo di tre mesi per imparare la lingua jappo e prenotare un volo di solo andata per Tokyo, io DEVO vederlo!!

Approfitto del post sulla pirateria pubblicato su Life Note (a chi volesse leggerlo, qui) per dire la mia sul capitolo pirateria. La pirateria è davvero un reato? C’è chi dice di sì, perchè così gli artisti non vedono tutelato il proprio lavoro e non guadagnano più. Addirittura dicono che la masterizzazione indiscriminata di cd e dvd può provocare la distruzione dell’industria discografica/cinematografia (…e sarebbe anche meglio, visto le schifezze che ci propinano ultimamente). Io mi ricordo che negli anni ‘80 si copiavano tranquillamente le cassettine e non mi pare che ci siano meno case discografiche, anzi…

Io credo che fare pagare 25 euro un cd con 10 tracce tutte uguali (nonchè inascoltabili) sia furto legalizzato e truffa, come lo è pure comprare lo stesso cd dal marocchino sotto casa (spendiamo di meno ma diamo i soldi alla criminalità e in più sfruttiamo quel pover’uomo).

Credo l’unica soluzione sia abbassare i prezzi e magari dare più importanza al mercato dell’usato.

Piccola parentesi a proposito della lotta “mediatica” alla pirateria: perchè io che compro dvd originali o pago il biglietto devo sorbirmi 2 minuti di predica sul non comprare/masterizzare dvd perchè è reato e perchè è come rubare? Credo bisogna spiegare a questi geni del marketing che comprare un film pirata NON è come rubare una macchina, un cellulare o una borsa. Se rubo una borsa, mi approprio di un bene altrui che viene privato a chi lo possiede (ovvero RUBARE). Se scarico un film da qualcuno che lo rende disponibile non gli scompare magicamente dall’hard disk e diventa solo mio, ma viene semplicemente copiato (ovvero CONDIVIDERE).

A tal proposito lascio la parola a Beppe Grillo:

“Le cose che ci fanno soffrire nella realtà, ci recano sommo piacere se le osserviamo in immagini”

Aristotele

A pensarci bene è così. Quanti di noi non guardano per divertimento film dove abbondano assassinii, crimini, sangue, conte di morti ammazzati che nemmeno la fila alla cassa del supermercato a due minuti dall’ora di chiusura? Oppure, solo per passare il tempo, non si concede una partitina in deathmatch al suo fps preferito massacrando (virtualmente) centinaia di nostri simili? Perchè le stesse cose che, vissute, ci darebbero sconforto, disagio, magari disgusto diventano “piacevoli” se sono viste da lontano, lette o ascoltate?

BOH!

E adesso scusate, ma vado di là a giocare a Manhunt :D